Perché bioarchitettura

04Diceva Ugo Sasso, fondatore dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, che il termine non dovrebbe nemmeno esistere ma che si è reso necessario per ricordarci che l’architettura, nata per contribuire al benessere psicofisico dell’uomo, ha da tempo smarrito questo presupposto. Oggi abbiamo edifici che eccellono per l’estetica, il risparmio energetico o il grado di sicurezza ma difficilmente ne troviamo che contemplano contemporaneamente anche l’aspetto bioecologico e psicologico. Questo succede perchè si è persa la nozione di architettura come disciplina olistica che assolve a queste necessità ed altre ancora quali, ad es., geobiologia o feng shui. La conseguenza è che oggi viviamo in abitazioni insalubri edificate in quartieri caotici dove la qualità della vita è un fattore marginale. Con questo convincimento, oggi ci definiamo bioarchitetti, tesi alla qualità tout court del progetto, operando per tornare ad essere, un domani, semplicemente architetti
03