La casa come terza pelle

03Sapevate che la qualità dell’aria all’interno degli edifici – soprattutto quelli nuovi o appena ristrutturati – può essere persino peggiore di quella esterna? La causa è dovuta al fatto che i materiali impiegati per realizzarli e gli arredi rilasciano sostanze volatili nocive, che nelle abitazioni ogni giorno produciamo sostanze inquinanti e che gli edifici sono pensati sempre più come corpi sigillati e isolati dal contesto esterno. Diversamente, in bioarchitettura, la casa è considerata un organismo vivo da inserire nello spazio, consentendo all’uomo di vivere in quell’equilibrio con la luce, l’umidità atmosferica, il vento e tutti gli altri elementi naturali che, opportunamente calibrati e gestiti, fanno della casa “un luogo dell’anima” confortevole e salubre. Questo concetto viene espresso con la definizione di casa come terza pelle, dove per prima si intende la cute e la seconda gli abiti che indossiamo. Analogamente alle prime due, la terza pelle deve quindi essere un involucro che garantisce lo scambio termico e gassoso tra l’interno e l’esterno. Ma non solo, in quanto questo concetto non vuole essere esclusivamente fisico salutistico ma anche filosofico. L’edificio viene quindi pensato accogliente e naturale, volto a favorire la connessione tra individuo e società, giacchè è principalmente al suo interno che si stabiliscono le relazioni tra le singole persone che stanno alla base del vivere comune.